Il mercato dell’M&A in Italia nel primo semestre 2025
Oltre 30 miliardi di controvalore nel mercato dell’M&A in Italia
Nei primi 6 mesi dell’anno sono stati chiusi circa 664 deal o “operazioni” di M&A per un controvalore pari a circa 30 miliardi di euro.
I dati in termini di controvalore confermano quelli registrati nel 2024: nel primo semestre dell’anno scorso, infatti, con un numero superiore di deal chiusi pari a 768 deal, c’è stato un controvalore di circa 32 miliardi di .
Da quanto riportato emerge nel 2025 il valore medio per operazione è risultato superiore a quello del 2024 (45,2 milioni di euro per operazione nel 1° semestre 2025 vs 41,7 milioni di euro nel primo semestre 2024).
I principali settori interessati dalle operazioni di M&A 1Q2025
Tra i settori di maggior interesse in Italia nel primo semestre del 2025 vi è il Consumer & Industrial Markets con 12 miliardi di euro, l’Energy & Utilities con 8,2 miliardi di euro ed il Financial Services con 6,4 miliardi di euro.
Complessivamente i tre settori rappresentano circa l’89% del controvalore complessivo (26,6 miliardi di euro rispetto ai 30 miliardi).
Valore medio del deal nel 2025 trainato da 10 operazioni di M&A
Il valore medio registrato nel primo semestre del 2025 sopra riportato è stato trainato da 10 operazioni che hanno superato il miliardo di euro e che rappresentano il 65% del valore complessivo.
In particolare, nel secondo trimestre è avvenuta l’acquisizione da parte del fondo americano Apollo del 100% del business Gaming & Digital di IGT (Gruppo DeAgostini) per un importo complessivo di circa 3,6 miliardi di euro e, sempre in ambito entertainment, la procedura di ABB (procedura di accelerated bookbuilding, quale metodo per collocare pacchetti azionari ad investitori istituzionali) avviata da parte di Gamma Intermediate ( del fondo di Private Equity Apollo) al fine di cedere la propria partecipazione del 21,3% in Lottomatica per un controvalore di 1,2 miliardi di euro. Nel settore Energy & Utilities si segnala l’acquisizione da parte di Italgas di 2iRete Gas, per un controvalore complessivo di 2,07 miliardi di euro, mentre nel settore Financial Services vi è stata l’offerta pubblica di acquisto, parte di Banco BPM Vita di Anima Holding, che ha acquisito il 67,98% per un investimento pari a 1,54 miliardi di euro, e quella di UniCredit che ha esercitato le proprie opzioni per l’acquisto del restante 50% di UniCredit Allianz Vita S.p.A. e del 51% di CNP UniCredit Vita S.p.A. per un corrispettivo complessivo pari a circa 1,4 miliardi di euro.
Andamento M&A a livello mondiale
A livello mondiale, nel corso dei primi mesi del 2025 sono calati i volumi delle operazioni (inteso come numero di deal) segnando un -9% (-14% in Italia). Il valore medio per singola operazione registra un aumento pari a +13%, grazie a deals superiori al miliardo di dollari (+18%) e ai 5 miliardi di dollari (+25%) [Fonte: PwC Global & Italian M&A trends].
Aerospace & defence, chimica, wealth management e utilities sono i settori che registrano una crescita nei volumi e nei valori delle transazioni. Al contrario, consumer goods, farmaceutico, automotive e beni industriali mostrano cali significativi.
Micro-pillole e definizioni nell’ambito del Corporate Finance
Di seguito si riportano alcuni termini che vengono spesso utilizzati da parte degli advisor e delle parti attrici nell’ambito delle operazioni di M&A e di Valuation, quali “Enterprise Value”, “Equity ” e “Posizione Finanziaria Netta”.
Ma qual è la differenza tra Enterprise Value ed Equity Value?
Enterprise Value: rappresenta, secondo quanto definito anche da Borsa Italiana, il valore dell’impresa, che può essere visto come il costo totale per acquisire l’intera ,.
Il valore della società secondo la definizione di Enterprise Value rappresenta, dunque, il prezzo che dovrebbe pagare chi volesse acquisire la società senza debiti. Il valore della società (EV) deve essere pari al valore di mercato di capitale di debito e capitale proprio.
Equity Value: rappresenta il valore della società o del capitale proprio, sul quale vengono determinate le percentuali azionarie dei singoli soci (la cosiddetta cap table). Per calcolare l’Equity Value, infatti, si parte dall’Enterprise Value al quale occorre sottrarvi (o aggiungervi) la net financial position o posizione finanziaria netta della .
Si specifica che, generalmente, una posizione finanziaria netta con segno positivo (+) indica che i debiti sono superiori alla liquidità (un “debito netto”), segnalando una riduzione dell’Equity Value rispetto all’Enterprise Value. Al contrario, una posizione finanziaria con segno negativo (-) significa che la liquidità eccede i debiti (un’”attività finanziaria netta”), segnalando un incremento dell’Equity Value rispetto all’Enterprise Value. La differenza, dunque, tra i due termini è che l’Equity Value varia a seconda della struttura di capitale, ossia di come l’Attivo è finanziato, al contrario, l’Enterprise Value è indipendente dalle fonti di . Posizione Finanziaria Netta: viene calcolata come differenza tra il totale dei debiti finanziari aziendali, sia a breve che a medio-lungo termine, e le attività liquide (quale cassa, c/c attivi, titoli negoziabili e crediti finanziari). Esprime l’ammontare dei debiti finanziari al netto delle attività che potrebbero essere liquidate ed utilizzate immediatamente per il rimborso; fornisce, pertanto, una misura per calcolare l’indebitamento netto dell’azienda ed un indicatore significativo per valutare la solidità finanziaria e la capacità di una società di far fronte ai suoi obblighi finanziari.
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