NEWSLETTER CORPORATE FINANCE – DICEMBRE 2025

Il mercato dell’M&A in Italia fino al terzo trimestre 2025

Oltre 58 miliardi di controvalore nel mercato dell’M&A in Italia

Nei primi 9 mesi dell’anno sono stati chiusi circa 1000 deal o “operazioni” di M&A per un controvalore pari a circa 58 miliardi di euro.

I dati in termini di controvalore e di numero di operazioni calano rispetto allo stesso periodo del 2024: i primi 9 mesi dell’anno scorso, infatti, si erano chiusi con 1.128 operazioni per un controvalore pari a circa 66 miliardi di euro.

Rispetto al numero delle operazioni, dunque, si è verificato un calo pari a circa l’11% mentre, rispetto al controvalore delle operazioni, si è verificato un calo pari a circa il 12%.

Tuttavia, il valore medio per operazione per il 2025 è risultato essere in linea, se non in lieve calo, rispetto a quello del 2024 (58,0 milioni di euro per il 2025 vs 58,5 milioni di euro per il 2024 – un calo, dunque, del solo 1%).

 

I principali settori interessati dalle operazioni di M&A 3Q2025

Tra i settori di maggior interesse in Italia nei primi 9 mesi del 2025 vi è il Financial Services con 69 deal conclusi, sia da operatori nazionali che internazionali, per un controvalore complessivo di circa 27 miliardi di euro, Consumer & Industrial Markets con 18,2 miliardi di euro con oltre 550 operazioni concluse, l’Energy & Utilities con 9 miliardi di euro con 73 operazioni concluse.

Complessivamente i tre settori rappresentano circa il 93% del controvalore complessivo (54,2 miliardi di euro rispetto ai 58 miliardi).

 

Valore medio del deal nel 2025 trainato da un numero imitato di operazioni di M&A

Il valore medio registrato sino al nono mese del 2025 sopra riportato è stato trainato da alcune operazioni che hanno superato il miliardo di euro e che rappresentano il 50% del valore complessivo.

Come indicato nel report pubblicato da KPMG, in particolare, si riporta l’ingresso di Monte dei Paschi di Siena nel capitale di Mediobanca, che ha investito ad oggi oltre 15 miliardi di euro; l’Offerta Pubblica di Scambio lanciata da BPER Banca sul capitale di Banca Popolare di Sondrio con la quale BPER è arrivata a detenere l’80,69% del capitale sociale di BP Sondrio per un controvalore complessivo pari a 3,8 miliardi di euro; la cessione della divisione ‘Gaming and Digital‘ di International Game Technology PLC (Gruppo DeAgostini) a Voyager Parent LLC per un controvalore di circa 3,4 miliardi di euro; la procedura di Accelerated Book Building di Lottomatica S.p.A. per circa 1,2 miliardi di euro; la finalizzazione dell’acquisizione da parte di Ferrero della statunitense WK Kellogg, che è stata delistata dal NYSE, per un controvalore complessivo pari a 1,7 miliardi di euro; la cessione della divisione Healthcare di DCC Plc, società di diritto irlandese quotata in borsa nel Regno Unito e attiva nei settori dell’energia, dell’assistenza sanitaria e della tecnologia, a Healthco Investment Limited (veicolo di Investindustrial) per 1,05 miliardi di sterline; l’acquisizione del 99,94% del capitale sociale di 2i Rete Gas S.p.A., da parte di Italgas per un corrispettivo di 2,1 miliardi di euro.

 

Andamento M&A a livello europeo

Le operazioni di M&A in Europa hanno totalizzato 682,6 miliardi di dollari, in crescita del 21% da inizio anno, trainate da Regno Unito, Germania e Francia.

Il mercato M&A in Europa nel terzo trimestre 2025 prosegue la fase di consolidamento osservata dall’inizio dell’anno.  Tra luglio e settembre sono state concluse 3.571 operazioni di M&A per 201,7 miliardi di euro.

Nel mercato M&A europeo, la selettività si riflette chiaramente nella distribuzione settoriale delle operazioni.

Il comparto Energy & Power si posiziona in cima alla classifica per valore, con 37,2 miliardi di euro, superando i Financial Services (35,2 miliardi) e la sanità (30 miliardi).

Per numero di operazioni, invece, il Technology mantiene il primato con oltre 660 deal e un valore di 26 miliardi di euro, seguita dai comparti Consumer & Industrial Markets.

Nel complesso, il mercato M&A Europeo del 2025 si caratterizza per una netta polarizzazione: da un lato operazioni di alto valore strategico, dall’altro una riduzione delle transazioni di piccola scala, soprattutto nel mid-market.

 

Micro-pillole e definizioni nell’ambito del Corporate Finance

Di seguito si riportano alcuni termini che vengono spesso utilizzati da parte degli advisor e delle parti attrici nell’ambito del Corporate Finance quali “Offerta Pubblica di Acquisto”, “Offerta Pubblica di Scambio” e “Accelerated Book Building”.

Offerta Pubblica di Acquisto (OPA): strumento finalizzato a facilitare l’acquisizione del controllo di una società i cui titoli sono diffusi sul mercato (società quotata) e che contemporaneamente garantisce equità nella distribuzione dei premi di maggioranza. Rappresenta, dunque, un’operazione in cui un soggetto dichiara pubblicamente di voler acquistare le azioni di una società quotata, offrendo agli azionisti un prezzo per i loro titoli. L’obiettivo è solitamente acquisire il controllo della società e il prezzo è spesso superiore al valore di mercato. L’offerta deve essere comunicata alla Consob, che ne vigila lo svolgimento.

Offerta Pubblica di Scambio (OPSC): rappresenta un tipo di offerta pubblica di acquisto in cui un’azienda invita gli azionisti a cedere i loro titoli in cambio di altri strumenti finanziari, anziché denaro. Questo tipo di operazione consente all’offerente di non dover utilizzare liquidità e viene definita in gergo finanziario “operazione carta contro carta“.

Accelerated Book Building: è una procedura con cui vengono cedute ad investitori istituzionali quote societarie particolarmente rilevanti. Uno dei vantaggi dell’Accelerated Book Building è la velocità. Infatti, chi colloca il pacchetto azionario, solitamente di dimensioni ingenti (spesso anche tra il 5% e il 10% del totale del capitale), ha il vantaggio di concludere l’operazione in tempi rapidi, tipicamente uno o due giorni. Dismettere quote così rilevanti con operazioni sul mercato significherebbe impiegare molto più tempo, soprattutto per le società con azioni poco liquide. Il collocatore deve però accontentarsi di un introito che non è commisurato al prezzo dell’azione in quel momento. Lo sconto rispetto ai corsi di borsa è spesso compreso tra i 5 e i 10 punti percentuali.

 

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