Il futuro della tassazione internazionale si avvicina, quantomeno a livello europeo

L’Unione Europea ha fatto importanti passi in avanti su due questioni fiscali fondamentali.

>> LEGGI GLI ARTICOLI DI LDP PER RIMANERE AGGIORNATO SULLE ULTIME NOVITÀ

La prima: dopo mesi di intensi negoziati, il 15 dicembre 2022 tutti gli Stati membri dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo per attuare il c.d. Pillar2 dell’OCSE a livello europeo.

Il Consiglio era stato invitato dagli ambasciatori degli Stati membri dell’UE ad adottare la direttiva del Pillar 2, presentata per la prima volta un anno fa, il 22.12.2021.

Il Pillar 2 è incentrato sulla c.d. minimum tax, ovvero un’aliquota minima del 15% sull’utile delle grandi imprese multinazionali con ricavi di gruppo consolidati di almeno 750 milioni di Euro all’anno, regola che dovrebbe essere implementata dal 2023.

Le società interessate dovranno pagare un’aliquota fiscale effettiva minima del 15% in ogni paese in cui operano.

I gruppi con aliquote fiscali effettive inferiori al minimo in una particolare giurisdizione saranno tenuti a pagare l’imposta aggiuntiva in accordo alla regola fondamentale del Pillar 2, c.d. Income Inclusion Rule, in base alla quale la “top-up tax” viene versata nella giurisdizione della parent company.

Qualora la normativa Pillar 2 non fosse stata recepita nello Stato della parent company  si applicherà in via secondaria la c.d. Undertaxed Payment Rule in base alla quale l’imposta aggiuntiva si pagherà suddividendola tra le altre giurisdizioni in cui il gruppo è presente e che hanno implementato la normativa a livello locale.

Anche se la Direttiva dovrà ancora essere recepita nel diritto nazionale degli Stati membri entro la fine del 2023, si può considerare il consenso come una mossa audace dell’UE, che invia un messaggio importante alla comunità internazionale sui prossimi passi per ridurre il rischio degli spostamenti di profitto.

La seconda questione è legata al raggiungimento dell’accordo provvisorio sul meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere- Carbon Border Adjustment Mechanism -c.d (CBAM) avvenuto il 13 dicembre 2022. L’accordo deve essere confermato dagli ambasciatori degli Stati membri presso l’UE e dal Parlamento europeo e adottato da entrambe le istituzioni prima che sia definitivo.

CBAM rappresenta uno strumento cruciale per il conseguimento della neutralità climatica nel 2050 e ha lo scopo di prevenire il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio al di fuori dell’UE (carbon leakage) ma anche di incoraggiare i paesi partner a definire politiche di fissazione del prezzo del carbonio per combattere i cambiamenti climatici.

Per quanto riguarda i prodotti e i settori che rientrano nell’ambito di applicazione delle nuove norme, la nuova misura ambientale riguarderà inizialmente una serie di prodotti specifici in alcuni dei settori con più alta intensità di carbonio:

  • ferro e acciaio;
  • cemento;
  • fertilizzanti;
  • alluminio;
  • energia elettrica e idrogeno.

In virtù all’accordo provvisorio, il CBAM diventerà operativo a partire da ottobre 2023 e avrà un impatto sia dal punto di vista operativo che in termini di processo decisionale strategico sulle imprese all’interno dell’Unione Europea che nel resto del mondo.

 

>> SCOPRI DI PIÙ SUI SERVIZI DI LDP

LDP provides Tax, Law and payroll  scalable and customised services and solutions. LDP Professional have also matured a significant expertise in  M&A, Corporate Finance, Transfer Price, Global Mobility Consultancy and Process Automation. 

Sign up to our newsletter

Subscribe to our Newsletter

Subscribe Form