Con l’entrata in vigore del Dlgs 192/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 dicembre, cambia in modo significativo il trattamento fiscale delle correzioni di errori contabili. Le novità riguardano le rettifiche effettuate in bilancio secondo i principi OIC 29 e IAS 8, introducendo limiti più stringenti rispetto al passato.
Cosa cambia dal 2025
Dal prossimo esercizio, il riconoscimento fiscale immediato delle correzioni sarà possibile solo in presenza di due condizioni fondamentali:
1. Tempistica ridotta
L’errore deve essere stato commesso nell’esercizio precedente a quello in cui si effettua la correzione. In pratica, nel bilancio 2025 potranno essere sanati automaticamente solo gli errori del 2024. Per le irregolarità risalenti al 2023 o a periodi anteriori, sarà necessario tornare al regime delle dichiarazioni integrative.
2. Errori non rilevanti
L’automatismo fiscale si applica esclusivamente alle correzioni di errori considerati “non rilevanti” secondo i principi contabili. La rilevanza non dipende solo dall’importo, ma anche dalla natura dell’errore e dal suo impatto sulle decisioni degli stakeholder. Questo aspetto, soggetto a valutazioni interpretative, potrebbe generare contenziosi con l’Amministrazione finanziaria. Il ruolo del revisore legale diventa quindi cruciale per supportare la qualificazione dell’errore.
Ambito soggettivo
Il meccanismo automatico è riservato ai soggetti IRES con bilancio sottoposto a revisione legale, anche se redatto in forma micro (art. 2435-ter c.c.). Fino al 2024 era richiesta la cosiddetta “derivazione rafforzata”, ora non più.
Ulteriori limitazioni
· L’efficacia fiscale è esclusa se la correzione avviene dopo l’avvio di una verifica sugli elementi oggetto di errore.
· Per l’IRAP, oltre alle condizioni previste per l’IRES, è necessario che il valore della produzione netta sia positivo sia nell’esercizio dell’errore sia in quello della correzione.
In sintesi
Dal 2025 il regime di correzione fiscale diventa più restrittivo: tempi stretti, limiti quantitativi e maggior attenzione alla qualificazione degli errori. Le imprese dovranno pianificare con cura le rettifiche contabili per evitare complicazioni e contenziosi.