Trasformazione Di Una P.E. In Subsidiary – Scissione Mediante Scorporo

Tra le operazioni a cui l’Agenzia delle Entrate ha dedicato particolare attenzione negli ultimi anni, vi è la cosiddetta trasformazione in subsidiary della stabile organizzazione (PE) di un soggetto non residente, sinora principalmente realizzata ricorrendo al conferimento di azienda. In pratica, una società residente in uno Stato membro della UE (conferente), dotata di una stabile organizzazione in Italia, che intenda trasformare quest’ultima in una società italiana (subsidiary), può conferire l’azienda che rappresenta la stabile organizzazione in una società italiana – preesistente o di nuova costituzione – interamente posseduta dalla conferente medesima.

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A tal riguardo i documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate (risoluzione 63/E/2018 e la risposta all’interpello n. 633 del 31/12/2020) hanno chiarito che i conferimenti transnazionali afferenti rami d’azienda riferibili ad una stabile organizzazione radicata in Italia possono godere del regime di neutralità fiscale previsto dagli artt. 178 co. 1 e 179 co. 2 del TUIR, alle seguenti condizioni:

i) la partecipazione nella società conferitaria confluisca nella contabilità della stabile organizzazione conferente da cui provengono gli asset costituenti il compendio aziendale conferito, fermo restando la sussistenza di una connessione funzionale tra tale partecipazione e il patrimonio della stabile organizzazione come previsto dall’art. 152 co. 2 del TUIR;

ii) la partecipazione nella società conferitaria deve assumere, in capo alla stabile organizzazione conferente, una valorizzazione ai fini fiscali pari al medesimo valore del ramo d’azienda conferito;

Infatti, la Risoluzione 63/E/2018 precisa che nel caso in cui non sussista una connessione funzionale tra la partecipazione ricevuta in contropartita del conferimento e il patrimonio della stabile organizzazione, dette partecipazioni si considerano realizzate al valore normale ai sensi dell’art. 179 co. 6 TUIR, fatta salva l’applicabilità del regime di partecipation exemption (PEX) di cui all’art. 87 del TUIR all’eventuale plusvalenza che si realizza.

Secondo Assonime, la nuova scissione mediante scorporo può rappresentare una valida alternativa al conferimento di azienda per la trasformazione in subsidiary di una stabile quando ad esempio la scissa sia una società estera cui si applichi la direttiva (Ue) 2019/2121 in materia di operazioni transfrontaliere. Tale società potrà infatti trasferire la propria PE in Italia ad una società beneficiaria italiana di nuova costituzione, avvalendosi della scissione con scorporo, introdotta dall’art. 2506.1 c.c., ricevendo in cambio le azioni/quote di quest’ultima.

A seguito di tale novità normativa, il trasferimento di un compendio aziendale dalla società conferente/scorporanda a favore di una beneficiaria neocostituita può quindi avvenire indifferentemente mediante un’operazione di conferimento o un’operazione di scissione. La scelta tra “scorporo” e “conferimento” non dovrebbe dare luogo a fenomeni di abuso ai sensi dell’art. 10-bis della L. n. 212/2000, poiché tali operazioni appaiono entrambe fisiologicamente idonee a consentire il trasferimento degli asset in una società neocostituita interamente partecipata dalla trasferente.

Al riguardo, si evidenziano alcune perplessità circa il regime fiscale applicabile. Da un lato, infatti, il trattamento applicabile sarebbe quello descritto in caso di conferimento; mentre, dall’altro, la scissione con scorporo potrebbe avvenire in “piena” neutralità (art. 173 del TUIR), regime naturale applicabile alle operazioni di scissione.

In particolare, mentre nel conferimento il regime di neutralità è legato alla sorte delle partecipazioni ricevute in cambio dal conferente, nel caso della scissione ex articolo 2506.1 del Codice civile la neutralità è diretta conseguenza del fatto che il legislatore ha previsto tale regime per la scissione transfrontaliera (di cui è parte integrante l’assegnazione delle partecipazioni nella beneficiaria).

Laddove intervenisse una successiva cessione della partecipazione nella beneficiaria è ragionevole ritenere che ai fini delle imposte sui redditi, trattandosi di operazione in regime di continuità dei valori fiscali, si potrebbe fruire immediatamente del regime PEX previsto dall’art. 87 TUIR ove ne ricorrono i presupposti

Alla luce della recente introduzione della scissione mediante scorporo (ex art. 2506.1 C:C), si auspica un chiarimento da parte degli organi competenti che consenta di dirimere i dubbi interpretativi sugli aspetti tributari dell’operazione.

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