Smartworking: Proroga delle Misure Emergenziali

da Virginia Fienga | Giu 28, 2022 | Blog

Dopo una lunga procedura parlamentare sono state trasformate in norme dello Stato, grazie all’entrata in vigore della legge 22.5.2017, n. 81, le disposizioni che favoriscono l’articolazione flessibile del lavoro subordinato nei tempi e nei luoghi. 

In particolare, la richiamata legge è andata a disciplinare la materia del “lavoro agile” (o smart working) considerata come una nuova modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato in qualsiasi luogo ed in qualsiasi momento della giornata dove sia disponibile uno strumento (tablet, smartphone ecc.) in grado di collegarsi alla rete. 

Nelle intenzioni del legislatore lo scopo è stato quello di incrementare la produttività, agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e accompagnare il profondo cambiamento culturale in atto nella concezione del lavoro. 

Un lavoratore può essere definito in smartworking quando gode di flessibilità oraria e la postazione di lavoro è variabile. Ciò lo distingue dal telelavoro, che prevede orari di lavoro rigidi e una postazione fissa

 

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Fatta questa premessa, andiamo a capire come funziona a livello burocratico. 

Da una interpretazione sistematica dell’art.18 della L. n. 81/2017 si evince che l’istituto del lavoro agile è imperniato sulla volontarietà delle parti contraenti, secondo cui per la sua attuabilità è necessario l’accordo delle parti e la relativa formalizzazione per iscritto.  

Il decreto-legge cd. Rilancio (decreto-legge n. 34 del 19 maggio 2020) ribadisce (articolo 90 co. 4) che la modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, può essere applicata dai datori di lavoro privati a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti (cd. modalità semplificata). 

E’ sufficiente una semplice operazione online che può effettuare lo stessodirettamente il datore di lavoro. Con l’inserimento del comma 2 bis nel D.L. n. 18/2020 viene prorogata fino al 31 agosto 2022 la possibilità di comunicare i dipendenti in smart working nel settore privato  con la predetta procedura semplificata già in uso (per la quale non è necessario allegare alcun accordo con il lavoratore), utilizzando esclusivamente la modulistica (Modello per la comunicazione dellelenco dei lavoratori interessati) e lapplicativo informatico messo a disposizione dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. 

Nell’ambito degli interventi regolati dal provvedimento sopracitato, tra le diverse misure, la Legge di conversione prevede la proroga dal 31 marzo 2022 al 30 giugno 2022 del diritto dei dipendenti, pubblici e privati, cosiddetti “fragili” di svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile quando ciò sia compatibile con le caratteristiche della prestazione medesima. Si applica il più lungo termine del 31 luglio per alcune categorie di lavoratori di cui al numero 2 dell’allegato B del decreto in esame. 

La proroga riguarda i soggetti in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, ai sensi dell’art. 3, comma 3, della L. n. 104 del 1992 e della certificazione attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita. 

Inoltre, slitta al 31 luglio 2022 anche l’obbligo dei datori di lavoro pubblici e privati di garantire lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive e commerciali assicurando la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età̀ o della condizione di rischio derivante da particolari patologie. 

Infine, l’art. 10, comma 2, del decreto-legge in esame proroga sino al 31 luglio 2022 la possibilità per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14 di ricorrere al lavoro agile in forma semplificata.  

 

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