NEWSLETTER LEGAL MAGGIO 2022

da Pietro Acerbi | Mag 12, 2022 | newsletter

NOVITA  

 

Garanzia SACE e MCC – Finanziamenti per settore energetico 

È divenuto legge quanto previsto nel decreto legge 17/2022 che prevede norme di sostegno alle esigenze di liquidità conseguenti al “caro bollette” nei confronti delle imprese energivore nonché della catena di fornitura a monte. I finanziamenti richiesti dalle imprese per far fronte all’attuale emergenza energetica possono essere assistiti dalle garanzie dello Stato attraverso gli strumenti Garanzia Italia e Fondo di garanzia per le Pmi alle medesime condizioni agevolative previste dai regimi operanti sotto temporary framework (quadro temporaneo di riferimento per le misure di aiuto di Stato adottato dalla Commissione europea). Viene estesa la garanzia straordinaria di Sace – inizialmente prevista dagli articoli 1 e 1bis del decreto legge Liquidità 23/2020 – a favore delle imprese per comprovate esigenze di liquidità conseguenti agli aumenti dei prezzi dell’energia. Le misure previste dal provvedimento di legge in oggetto sono operative sino al 30 giugno 2022. L’intervento del Fondo di garanzia – che sarà gratuito per questo genere di esigenza finanziaria – trova un limite nell’importo massimo di 5 milioni di euro, ed è possibile per tutte le imprese con un numero di dipendenti per l’anno 2019 non superiore a 499 unità. 

Per le mid cap e le grandi imprese, invece, trova applicazione l’operatività di Sace, ai sensi degli articoli 1 e 1-bis del Dl 23/2020. 

In entrambi i casi, la garanzia opera per finanziamenti fino a 96 mesi, con preammortamento fino a 24 (30 in taluni casi) per le garanzie del Fondo, e fino a 36 mesi per le garanzie Sace. L’operatività del Fondo prevede copertura in via diretta fino all’80% dell’importo erogato, ed in via indiretta (come controgaranzia del garante) fino al 100% dell’importo, con un limite del 90% alla garanzia dei confidi; al di fuori di questi casi, la copertura è dell’80% per la garanzia diretta e del 90% per la coassicurazione. La garanzia Sace invece prevede percentuali decrescenti del 90, 80 e 70 per cento, con il crescere della dimensione dell’impresa che richiede il finanziamento. 

 

RESPONSABILITA’ EX D.LGS. 231/2001:  

 Aggiornamento 231/2001: nuovo art. 25-octies 

A seguito dell’entrata in vigore (14.12.2021) del D. Lgs. 184/2021, attuativo della Direttiva (UE) 2019/713 relativa alla lotta contro le frodi e le falsificazioni di mezzi di pagamento diversi dai contanti, è stato introdotto nel D. Lgs. 231/2001 un nuovo articolo (art. 25-octies) rubricato “Delitti in materia di strumenti di pagamento diversi dai contanti” che estende il catalogo dei reati presupposto con inclusione anche delle ipotesi di cui: 

  • l’art. 493-ter c.p., ora rubricato “Indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti”, nella formulazione modificata dallo stesso Decreto attuativo, che estende l’ambito applicativo delle condotte illecite anche agli strumenti di pagamento immateriali; 
  • artt. 493-quater c.p. (“Detenzione e diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a commettere reati riguardanti strumenti di pagamento diversi dai contanti”) 
  • l’art. 640-ter c.p. (rubricato “Frode Informatica”), attraverso la previsione di un’ulteriore aggravante nel caso in cui il fatto illecito produca un trasferimento di denaro, di valore monetario o di valuta virtuale. 

 

 

ANTIRICICLAGGIO

 

Nuove norme in materia di lotta al riciclaggio mediante fattispecie penali 

Sono state introdotte nuove misure in materia di lotta al riciclaggio mediante fattispecie penali attraverso l’attuazione della Direttiva UE 2018/1673, sulla base del D. Lgs. n. 195/2021. Tale novità legislativa ha apportato modifiche ai reati di ricettazione (art. 648 c.p.), riciclaggio (art. 648-bis c.p.), impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.) e autoriciclaggio (art. 648-ter c.p.). 

Il D. Lgs. n. 195/2001,  in particolare, ha esteso la possibilità di configurazione dei reati di riciclaggio e autoriciclaggio (rispettivamente artt. 648-bis c.p. e 648-ter c.p.) anche ai casi in cui il denaro (o il bene oggetto di ricettazione) provenga da delitto colposo, oltre a prevedere la configurabilità dei reati di ricettazione, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio (artt. 648, 648-bis, 648-ter c.p.) anche ai casi nei quali il denaro (o il bene oggetto di ricettazione) provenga da contravvenzione, purché punita con l’arresto superiore nel massimo a un anno o nel minimo a sei mesi. Sono state altresì previste specifiche circostanze aggravanti ed attenuanti. 

 

CORPORATE

 

Ancora sulle assemblee in videoconferenza: recenti orientamenti del Consiglio notarile di Milano 

Il Consiglio notarile di Milano si è espresso sulla questione delle assemblee in videoconferenza, stabilendo che qualora lo statuto di società di capitali (e cooperative) preveda lo svolgimento con tale modalità, quest’ultima può persino essere ritenuta dagli amministratori convocanti, nell’avviso di convocazione, l’unica modalità ammessa. Come già fatto presente nella precedente circolare, fino al 31.07.2022 l’attuale legislazione (salvo proroghe o aggiornamenti) prevede la possibilità – in ogni caso – di svolgimento di assemblee in videoconferenza, anche laddove non sia prevista tale modalità nello statuto: è tuttavia consigliabile, ai fini di mantenere tale modalità sempre a disposizione degli amministratori (con riferimento allo svolgimento delle assemblee, anche ai fini di maggiore speditezza e comodità per i soci) aggiornare lo statuto laddove non sia prevista la modalità in videoconferenza. Analoghe conclusioni sono estensibili alle adunanze del consiglio di amministrazione. 

 

Azione di responsabilità del singolo socio di s.r.l. verso gli amministratori 

L’azione di responsabilità verso gli amministratori di s.r.l. – per atti di mala gestio, in generale, compiuti da questi ultimi – può essere anche esercitata individualmente dal socio di s.r.l.. In tal caso, tuttavia, il presupposto dell’azione individuale deve essere un danno diretto al patrimonio del socio e non soltanto un danno c.d. “riflesso” rispetto a quello causato al patrimonio della società: tale orientamento è ormai da considerarsi consolidato in giurisprudenza. In sostanza, se il patrimonio della società si depaupera per atti dolosi o colposi compiuti dagli amministratori, e pertanto il valore della quota di ciascun socio si riduce in conseguenza di tale depauperamento, non è possibile l’esercizio dell’azione individuale perché si tratta di un mero danno riflesso al patrimonio del socio; in questi casi sarà possibile solo l’azione di responsabilità sociale nelle forme e nei limiti previsti dal codice civile. È quindi necessario valutare accuratamente il tipo di azione di responsabilità ai fini di un proficuo esercizio della medesima in sede giudiziale. 

 

Gli amministratori non sono responsabili dei danni alla società se hanno agito in modo avveduto (business judgement rule) 

In ambito di azione di responsabilità degli amministratori, questi ultimi non rispondono di danni alla società che si siano verificati nonostante la condotta sia stata improntata a oculatezza e cautela nelle scelte gestionali. Il rischio imprenditoriale è insito nelle scelte gestorie degli amministratori e ove questi abbiano agito con prudenza e valutazione attenta dei rischi, non possono essere considerati responsabili (né per dolo né per colpa, appunto) di eventuali “insuccessi” della società. Come la giurisprudenza ha costantemente affermato, infatti, all’amministratore di una società non può essere imputato a titolo di responsabilità di aver compiuto scelte inopportune dal punto di vista economico: il giudizio sulla diligenza dell’amministratore può concernere solo la diligenza mostrata nell’apprezzare preventivamente i margini di rischio connessi all’operazione da intraprendere e, quindi, l’eventuale omissione di quelle cautele, verifiche e informazioni normalmente richieste per una scelta di quel tipo, operata in determinate circostanze. Pertanto, le scelte di gestione, ove compiute in maniera informata e oculata da parte degli amministratori, sono insindacabili (business judgement rule); e di converso gli amministratori sono responsabili per le perdite derivanti da un insuccesso imprenditoriale solo se le decisioni gestionali non sono state adottate diligentemente e cioè con tutte le cautele, le verifiche e le informazioni preventive necessarie. 

 

LDP rimane a vostra disposizione per qualsiasi ulteriore informazione o approfondimento degli argomenti sopra trattati.  

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