Made in Italy: agevolazioni fiscali per design e ideazione estetica

by Fabio Galliani | May 19, 2021 | Blog, new

Tra le attività innovative che possono beneficiare del credito d’imposta disciplinato dalla legge di bilancio 2020 (L. 160/2019), vi sono anche le attività di design e ideazione estetica. Nel nuovo contesto normativo, infatti, l’ambito oggettivo delle fattispecie agevolabili non è più circoscritta alle sole attività di ricerca e sviluppo, ma è stata estesa, anche alle attività di design e ideazione estetica, pur sempre verificandosi il requisito della novità e della significatività (e della “non ripetitività”) e di tutte le altre condizioni di legge.

Per le imprese che investono in tali attività è infatti previsto un credito d’imposta nella misura del 10% nel limite massimo di 2 milioni di euro, che è utilizzabile in compensazione in tre quote annuali a partire dal periodo successivo a quello di maturazione dell’investimento.

Nello specifico, il comma 202 dell’articolo 1 della legge istitutiva ha stabilito che tra le attività innovative ammissibili rientrano anche le attività di design e ideazione estetica svolte dalle imprese, attraendo nel campo di applicazione del beneficio anche le attività, diverse da quelle di ricerca e sviluppo e di innovazione tecnologica, che abbiano ad oggetto innovazioni legate in via generale all’aspetto esterno o estetico dei prodotti o comunque non legate a elementi funzionali o tecnologici dei prodotti.

Il Ministro dello Sviluppo Economico, con il decreto “Transizione 4.0”, ha fornito i criteri e le istruzioni per la corretta applicazione del credito d’imposta per tali attività innovative declinando in via generale i criteri e i concetti rilevanti per l’individuazione dei lavori rilevanti ai fini dell’ammissibilità al credito d’imposta, attraverso il richiamo generale ai medesimi concetti valevoli nell’ambito del codice della proprietà industriale per la registrazione di disegni e modelli (DL 30/2005).

Rientrano pertanto nel novero delle attività agevolabili, i lavori finalizzati ad innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici e funzionali (quali, le caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della struttura superficiale, degli ornamenti ecc.), considerando che per prodotto si intende qualsiasi oggetto industriale o artigianale, compresi i componenti di prodotti complessi, gli imballaggi, le presentazioni, i simboli grafici e caratteri tipografici. Viene inoltre precisato, in coerenza con l’applicazione del credito d’imposta anche per le altre fattispecie della ricerca e sviluppo e dell’innovazione tecnologica, che le attività ammissibili riguardano comunque la sola fase precompetitiva che termina con la realizzazione dei campionari non destinati alla vendita.

Il credito d’imposta mira ad agevolare le attività innovative di design che contraddistinguono il tessuto economico italiano ed in particolare i prodotti ed i simboli grafici riconducibili al c.d. “Made in Italy”. Infatti la platea delle spese agevolabili comprende, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, la creazione di un marchio (simbolo grafico) oppure nel caso specifico delle imprese operanti nel settore della moda e negli altri settori nei quali è previsto il rinnovo a intervalli regolari dei prodotti,i lavori relativi alla concezione e realizzazione di nuove collezioni o campionari che presentino elementi di novità rispetto ai precedenti con riguardo ai tessuti o ai materiali utilizzati, alla loro combinazione, ai disegni e alle forme, ai colori o ad altri elementi rilevanti.

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