L’esonero contributivo collegato alla certificazione di parità di genere

L’art. 5 della L. 5.11.2021 n. 162 prevede un esonero dal versamento dell’1% dei contributi previdenziali, nel limite massimo di 50.000 euro annui, a favore dei datori di lavoro privati che siano in possesso della certificazione della parità di genere di cui all’art. 46-bis del DLgs. 11.4.2006 n. 198 (c.d. Codice per le pari opportunità tra uomo e donna).Esonero contributivo parità di genere

Con il messaggio n. 4614/2023, l’INPS ha reso noto che sul proprio sito internet risulta disponibile, nella sezione “Portale delle Agevolazioni” (ex DiResCo), il nuovo modulo di istanza on line “SGRAVIO PAR_GEN_2023” ai fini dell’invio delle richieste di accesso all’esonero contributivo connesso al conseguimento, entro il 31.12.2023, della certificazione per la parità di genere di cui all’art. 46-bis del DLgs. 198/2006.

Al fine di garantire la possibilità di accedere all’esonero in esame ai datori di lavoro privati che conseguano la certificazione della parità di genere entro il 31.12.2023, le domande volte al riconoscimento dell’agevolazione possono essere presentate fino al 30.4.2024.

Organismi di certificazione

Ai sensi del Decreto Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità 29.4.2022 (G.U. 1.7.2022 n. 152), la certificazione della parità di genere viene rilasciata in conformità alla Prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022, dagli Organismi di valutazione della conformità accreditati in questo ambito ai sensi del Regolamento (CE) 765/2008.

Pertanto, solo le certificazioni rilasciate da Organismi di certificazione accreditati ai sensi del Regolamento (CE) 765/2008 e, quindi, riportanti il marchio UNI e quello dell’Ente di accreditamento, sono valide ai fini del riconoscimento ai datori di lavoro privati del beneficio contributivo in oggetto.

L’elenco aggiornato degli Organismi di certificazione accreditati abilitati al rilascio della certificazione in conformità alla prassi UNI/PdR 125:2022 è disponibile al seguente link: https://certificazione.pariopportunita.gov.it/public/organismi-di-certificazione.

Misura

Si ricorda che l’agevolazione si sostanzia in un esonero pari al massimo all’1% della contribuzione datoriale complessivamente dovuta, nel limite di 50.000 euro annui per ciascuna azienda; il limite di spesa è stato fissato in 50 milioni di euro annui.

In considerazione del limite di spesa di 50 milioni di euro annui, in caso di insufficienza delle risorse si ribadisce che l’esonero sarà proporzionalmente ridotto per la totalità della platea dei beneficiari che hanno presentato una domanda potenzialmente ammissibile.

Destinatari

Possono accedere al beneficio tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, che abbiano conseguito la suddetta certificazione di parità di genere, la quale viene rilasciata in conformità alla Prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022 dagli Or­ganismi di valutazione della conformità accreditati in questo ambito ai sensi del Regolamento CE 765/2008. Il termine del 30.4.2024 vale, come anticipato, per i datori che l’abbiano conseguita entro il 31.12.2023: l’INPS ha annunciato successive indicazioni per le certificazioni rilasciate nelle annualità successive al 2023.

In caso, poi, di rinuncia o di revoca della certificazione, sarà onere del datore di lavoro interessato comunicare in modo tempestivo, sotto la propria responsabilità, tali eventi all’Istituto, con sospensione della fruizione della misura autorizzata; la comunicazione dovrà inoltre essere fatta al Dipartimento per le Pari opportunità alla PEC pariopportunita@mailbox.governo.it.

Domanda di accesso

La domanda di accesso al beneficio in questione dovrà contenere:

  • i dati identificativi del datore di lavoro;
  • la retribuzione media mensile globale stimata, l’aliquota datoriale media stimata e la forza aziendale media stimata in relazione al periodo di validità della certificazione di parità;
  • il periodo di validità della certificazione di parità con l’indicazione della data di rilascio della stessa;
  • la dichiarazione sostitutiva ex DPR 445/2000 di essere in possesso della certificazione in argomento, l’identificativo alfanumerico del certificato della parità di genere e la denominazione dell’Organismo di certificazione accreditato che lo ha rilasciato.

Si evidenzia che i datori di lavoro privati in possesso di una certificazione della parità di genere conforme che abbiano già presentato domanda non devono presentarne una nuova, essendo l’esonero in argomento automaticamente riconosciuto per tutti i 36 mesi di validità della certificazione medesima.

In relazione invece all’ipotesi in cui i datori di lavoro abbiano presentato la domanda indicando, in modo errato, un periodo di validità della certificazione inferiore a 36 mesi, l’INPS procederà d’ufficio alla relativa sanatoria, cosicché gli stessi potranno beneficiare dell’esonero per l’intero periodo legale di validità della certificazione stessa.

Infine, nel caso in cui sia stato dichiarato il possesso di una certificazione valida, ma tale documento non si sia rivelato tale a seguito di accertamenti, l’INPS provvederà al recupero degli importi autorizzati e indebitamente fruiti, secondo le indicazioni che saranno successivamente fornite.

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