INFOFLASH TAX N.2 GENNAIO 2022

da LDP | Gen 20, 2022 | infoflash

La Commissione europea lancia una proposta di Direttiva per combattere l’uso di società di comodo a fini fiscali

 

La Commissione europea ha proposto una nuova Direttiva (COM(2021) 565 final) per contrastare l’uso improprio di società di comodo ai fini fiscali.

La proposta mira a garantire che le società dell’Unione europea, che hanno un’attività economica nulla o minima, non possano beneficiare di alcun vantaggio fiscale, ed introduce a questo scopo una presunzione di sostanza minima formata da indicatori oggettivi relativi al reddito, al personale e ai locali utilizzati dall’impresa. Le società che si presume siano di comodo non possono accedere agli sgravi fiscali e ai benefici dei trattati fiscali del suo Stato membro e a beneficiare del trattamento previsto dalla Direttiva Madre Figlia sui dividendi (2011/96) e la Direttiva Interessi & Royalties (2003/49).

La proposta stabilisce inoltre alcuni obblighi di segnalazione per quei soggetti che soddisfano, contemporaneamente, i seguenti criteri:

  1. più del 75% dei ricavi maturati dall’impresa nei due periodi d’imposta precedenti è reddito passivo (ad esempio, dividendi, interessi, ecc.) o, in alternativa, il valore contabile delle partecipazioni detenute, oppure dei suoi beni immobili e mobili (diversi da denaro, azioni o titoli di valore contabile superiore a 1 milione di euro) è superiore al 75% dell’attivo patrimoniale dell’impresa;
  2. l’impresa esercita in prevalenza un’attività transfrontaliera, consistente nel fatto che:
    • più del 60% del valore contabile dei suoi beni immobili e mobili (sempre diversi da denaro, azioni o titoli e di valore contabile superiore a 1 milione di euro) è stato posto al di fuori dello Stato membro dell’impresa nei due periodi d’imposta precedenti; o
    • almeno il 60% del reddito passivo dell’impresa è guadagnato o pagato tramite operazioni transfrontaliere;
  3. l’impresa ha esternalizzato i servizi di gestione e amministrazione aziendale, ovvero nei due esercizi precedenti ha sostenuto costi per servizi amministrativi, gestionali e decisionali.

La proposta prevede infine che le autorità degli Stati membri si scambino automaticamente informazioni su tutte le società che rientrano nell’ambito di applicazione della Direttiva. Inoltre, sarà consentito agli Stati membri di richiedere all’autorità competente di un altro Stato membro di effettuare una verifica fiscale nei confronti di una impresa ivi residente e di fornire un riscontro sul suo esito non appena possibile e, comunque, entro un mese dalla conoscenza dell’esito stesso.

Una volta adottata, gli Stati membri devono recepire la Direttiva entro il 30 giugno 2023 e applicare queste regole a partire dal 1° gennaio 2024.

Come si nota dalla lettura della norma, le motivazioni sull’introduzione della Direttiva sono similari a quelle che ispirano la normativa nazionale italiana (art. 30 della L. 724/94), finalizzata a individuare società di comodo intese come “scatole vuote” che non esercitano un’attività economica effettiva. Gli effetti e le conseguenze sono diversi (nella normativa interna viene attribuito un reddito minimo tassabile con maggiorazione, mentre nella normativa europea si ha il diniego dei benefici delle Convenzioni e delle Direttive sulle ritenute), ma ci si attende una futura modifica anche del regime italiano, che nel tempo dovrà adeguarsi alle indicazioni europee fornite su questo tema.

 

 

LDP rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

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