INFOFLASH TAX N. 1 MAGGIO 2021

Le novità in merito alle detrazioni fiscali sugli investimenti in Start Up e PMI innovative

 

 

1 – Beneficiari e misura agevolativa

 

Con il decreto del ministero dello sviluppo economico del 28 dicembre 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 15.02.2021 n. 38 sono state previste novità interessanti sotto il profilo delle detrazioni fiscali per persone fisiche e società di persone che investono nelle cd. Start up e PMI innovative.

Nello specifico, questa novità è stata introdotta dall’articolo 38, commi 7 e 8 del DM citato, e prevede un incremento dal 30% al 50% della detrazione spettante ai fini IRPEF.

Il limite massimo dell’investimento cui applicare la aliquota maggiorata è di 100.000 euro (per periodo d’imposta) con riferimento alle Start up innovative, mentre si arriva a 300.000 euro (per periodo d’imposta) per le PMI innovative.

La detrazione maggiorata viene applicata agli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2020 e mantenuti per almeno tre anni. Gli investimenti ammissibili sono i conferimenti in denaro registrati sotto le voci di capitale sociale, riserva sovrapprezzo (delle azioni/quote di Start Up innovative o PMI innovative), oltre che ad investimenti in quote degli organismi di investimento collettivo del risparmio. In maniera analoga, vengono ritenuti conferimenti in denaro anche le compensazioni dei crediti in sede di sottoscrizione ed aumenti di capitale, salvo crediti provenienti da cessioni di beni o prestazioni di servizi (esclusi dall’art. 27 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179).

La nuova detrazione, per espressa disposizione normativa, si applica alle sole Start Up innovative o PMI innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese al momento dell’investimento, ed è concessa ai sensi del Regolamento Ue n. 1407/2013 sugli aiuti de minimis, ossia è consentita se la somma degli aiuti fruiti dalla impresa non supera la soglia di 200.000 euro nell’arco di tre anni, da calcolarsi sull’ammontare effettivamente detratto dall’investitore (ad esempio, in caso di investimento pari a 100.000 euro, si considerano aiuti de minimis fruiti per 50.000 euro).

È necessario, tuttavia, fare attenzione alle caratteristiche delle due agevolazioni e a come si coordinano con le disposizioni già in vigore. Infatti:

  • per quanto concerne le Start Up innovative, questa nuova agevolazione è alternativa a quella già presente, che prevede una detrazione del 30% su un investimento massimo di 1.000.000 euro. In sostanza, la detrazione maggiorata consente un risparmio massimo di imposta pari a 50mila euro su 100mila euro di investimento, mentre quella ordinaria un risparmio massimo di 300mila euro su 1 milione di euro di investimento (e, va da sé, 30mila euro a parità di investimento di 100 mila euro). Pertanto, può essere necessaria una valutazione attenta, da parte dell’impresa stessa e del soggetto investitore, per poter identificare quale delle due detrazioni risulti essere più conveniente.

 

  • Per le PMI innovative, invece, è prevista espressamente la cumulabilità delle detrazioni, in quanto la normativa stabilisce che sulla parte di investimento che eccede il limite di 300.000 euro, è possibile fruire della detrazione ordinaria del 30%.

 

Precisiamo che l’agevolazione, essendo solamente applicabile ai fini IRPEF, esclude tout court gli investimenti effettuati da società di capitali, per le quali rimane comunque fruibile la detrazione fiscale pari al 30% dell’investimento fino ad un massimo di 1,8 milioni di euro

 

 

 

2 – Le modalità di accesso alle nuove detrazioni fiscali

 

Ai fini della fruizione dell’incentivo e prima dell’effettuazione dell’investimento, il legale rappresentante della Start Up innovativa o della PMI innovativa è tenuto a presentare istanza sulla piattaforma online padigitale.invitalia.it (la nuova detrazione non spetta quindi per gli investimenti e in sede di costituzione delle Start Up o PMI).

È da sottolineare che l’agevolazione al 50% in “de minimis” ha provocato, nel mese di Aprile, una crescita sorprendente degli investimenti riservati a Start Up e PMI innovative, raggiungendo oltre 102 milioni di euro rispetto ai soli 27 milioni precedenti. La riforma promossa dal Mise, introdotta il primo Marzo, si è tradotta in 7.567 operazioni di investimento, concentrate principalmente nelle regioni Lombardia, Piemonte e Lazio, con una particolare rilevanza nei settori ict, manifatturiero e servizi di consulenza, ricerca e sviluppo. Questa spinta ha portato il Ministero a prorogare la possibilità di presentare le istanze oltre all’originaria scadenza del 30 Aprile 2021, pertanto è ancora possibile effettuare le domande fino a chiusura del portale, a data da determinarsi.

 

 

 

3 – Decadenza del beneficio

 

Le agevolazioni proposte dalle novità del decreto rilancio sono previste a meno che per il soggetto investitore, prima del decorso di tre anni dall’investimento, non si verifichi:

  • la cessione a titolo oneroso delle partecipazioni/quote ricevute in cambio degli investimenti agevolati;
  • la diminuzione di capitale congiuntamente alla ripartizione di riserve/altri fondi predisposti con supplementi di emissione delle azoni/ quote delle Start Up o PMI innovative;
  • il recesso o l’esclusione degli investitori di cui all’art. 1, comma 7, lettera a) ed e)
  • la perdita di uno dei requisiti previsti dalla legge per la qualificazione in Start Up o PMI innovativa.

 

 

 

4 – Ulteriori incentivi previsti dal Decreto Sostegni bis

 

Il Decreto-legge n. 73/2021 (cd. Decreto Sostegni-bis) ha introdotto due ulteriori agevolazioni per gli investitori in Start Up e PMI innovative.

Nel testo del Decreto approvato dal Consiglio dei ministri il 20 maggio 2021 è stata prevista:

  • l’esenzione da tassazione delle plusvalenze realizzate dalla cessione di azioni o quote detenute, per almeno tre anni, in Start Up innovative o PMI da parte di persone fisiche;
  • l’esenzione da tassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di azioni o quote detenute in Start Up innovative e PMI, anche entro i 3 anni, che siano però reinvestite nelle medesime tipologie di società entro un anno dalla realizzazione della plusvalenza stessa.

Rientrano nell’agevolazione le azioni o le quote acquistate, mediante sottoscrizione del capitale sociale, nel periodo compreso tra il  2021 ed il 2025.

 

L’efficacia delle disposizioni di cui sopra è comunque subordinata, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, all’autorizzazione della Commissione europea, richiesta a cura del Ministero dello Sviluppo Economico.

 

 

 

 

Lo Studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti

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