Debutta in Italia la Investment Management Exemption

La Legge di Bilancio 2023 (L.197/2022 del 29 dicembre 2022) ha introdotto una interessante novità per quanto concerne i fondi di investimento esteri, apportando significative modifiche all’articolo 162 del D.P.R. n. 917/1986 (“TUIR”) e alla configurazione di una stabile organizzazione in Italia dei predetti fondi. La normativa cerca di fornire maggiore certezza agli investitori esteri e, così facendo, attrarre maggiori investimenti in Italia.

L’applicazione è tuttavia subordinata all’emanazione di un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, volto a stabilire le disposizioni di attuazione della nuova disciplina.

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Panoramica della nuova disposizione

Le modifiche all’articolo 162 del TUIR mirano ad escludere la configurabilità di una stabile organizzazione (“SO”) italiana in capo a veicoli di investimento esteri per il fatto che i gestori degli investimenti, residenti in Italia o meno, svolgano attività in Italia per loro conto.

Con riferimento alla definizione di SO personale, il nuovo comma 7-ter dell’articolo 162 del TUIR prevede che, al ricorrere di determinate condizioni, il gestore degli investimenti che, abitualmente e anche con poteri discrezionali,

  • Concluda contratti di acquisto/vendita/negoziazione di strumenti finanziari, in nome o per conto del veicolo di investimento estero (o di sue controllate dirette o indirette), o
  • Contribuisca, anche tramite operazioni preliminari o accessorie, all’esecuzione delle transazioni di cui al punto precedente,

sia considerato come agente indipendente del veicolo di investimento estero.

Le condizioni sopra menzionate e previste dal nuovo comma 7-quater dell’articolo 162 del TUIR sono le seguenti:

Investment Management Exemption

  1. Il veicolo di investimento estero e le sue controllate estere devono essere residenti (o localizzati) in uno Stato o territorio che fornisce un adeguato scambio di informazioni con le autorità italiane (i.e., gli Stati inclusi nell’elenco di cui al D.M. 4 settembre 1996, c.d. Stati White-List);
  2. Il veicolo di investimento estero deve rispettare i requisiti di indipendenza stabiliti da un decreto che sarà emesso dal Ministro dell’economia e delle finanze;
  3. Il gestore operante in Italia (a) non deve ricoprire cariche negli organi di amministrazione o controllo del veicolo di investimento e di sue controllate dirette o indirette, e (b) non deve detenere una partecipazione ai risultati economici del veicolo di investimento estero superiore al 25% (considerando anche le partecipazioni agli utili spettanti a soggetti appartenenti al medesimo gruppo);
  4. La remunerazione del gestore per i servizi prestati a favore delle altre entità del gruppo deve essere determinata facendo riferimento alla remunerazione pattuita tra parti indipendenti (arm’s length principle), e deve essere supportata dalla documentazione idonea ai fini transfer pricing. L’Agenzia delle entrate è chiamata a fornire le linee guida per l’applicazione di tale disposizione tramite un apposito Provvedimento.

In aggiunta a quanto sopra, la Legge di Bilancio 2023 introduce il comma 9-bis all’articolo 162 del TUIR, relativo alla non configurabilità di una SO materiale in Italia del veicolo di investimento estero e delle sue controllate. In particolare, è previsto che, sempre al ricorrere delle condizioni sopra indicate, la sede fissa di affari a disposizione di un’impresa residente che vi svolge la propria attività, utilizzando il proprio personale, non si considera una SO materiale del veicolo di investimento estero, per il solo fatto che l’attività dell’impresa residente rechi un beneficio al predetto veicolo di investimento.

Conclusioni

L’introduzione della nuova disposizione non può che essere accolta positivamente, in quanto mira a risolvere un punto tecnico aperto per i veicoli di investimento esteri che trasferiscono il loro personale chiave in Italia o che operano tramite un’impresa residente in Italia. La norma in particolare agisce sulla definizione di stabile organizzazione sia personale che materiale, una tematica che ha sempre un forte interesse per gli investitori e che l’Italia sta sempre più uniformando alla normativa degli altri Paesi europei.

È comunque necessario attendere il Decreto Ministeriale e i chiarimenti dell’Amministrazione Finanziaria per poter meglio delineare la portata della normativa. In particolare, sarebbe interessante chiarire le modalità di calcolo delle partecipazioni agli utili indicate nella condizione (3) di cui sopra, o la possibilità, per quanto riguarda la condizione (4) di presentare un’istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate al fine di ottenere conferma circa la conformità della remunerazione del gestore secondo l’arm’s length principle.

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