Conguaglio IRPEF: cos’è e come funziona

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, si avvicina anche il momento di affrontare il conguaglio di fine anno dell’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), un’attività che coinvolge sia le aziende che i lavoratori dipendenti o autonomi.

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Conguaglio IRPEF

Per le aziende, questo periodo richiede una rigorosa attenzione alla gestione dei dati fiscali. È fondamentale verificare che tutti gli aspetti relativi al reddito dei dipendenti, compresi stipendi, bonus, e altre forme retributive, siano correttamente registrate e dichiarate.

Dall’altra parte, i lavoratori dipendenti o autonomi devono essere consapevoli dei loro adempimenti fiscali in vista del conguaglio di fine anno. È importante conservare e verificare attentamente la documentazione relativa ai propri redditi, compresi eventuali redditi da lavoro autonomo o altri fonti, per assicurarsi che tutto sia correttamente dichiarato.

Conguaglio IRPEF

Il conguaglio dell’IRPEF sulla busta paga rappresenta una correzione effettuata dal datore di lavoro, solitamente nell’ultima retribuzione annuale, con l’obiettivo di allineare le trattenute fiscali effettivamente operate nel corso dell’anno con quelle che avrebbero dovuto essere trattenute, considerando la situazione fiscale totale del dipendente. Nel corso dell’anno, infatti, le trattenute dell’IRPEF vengono calcolate mensilmente in base allo stipendio percepito e alle detrazioni spettanti al lavoratore.
Dunque, il conguaglio ha il compito di rettificare tali discrepanze, garantendo che il dipendente versi correttamente l’importo relativo all’intero anno fiscale.

Periodo di imposta IRPEF

Durante il periodo d’imposta, il reddito preso in considerazione per il conguaglio di fine anno è quello maturato in ciascun anno solare, corrispondente al periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre.
Inoltre, sono inclusi nel periodo d’imposta anche le somme e i valori relativi allo stesso periodo, ma riconosciuti e contabilizzati entro il 12 gennaio dell’anno successivo, in linea con il cosiddetto principio di cassa allargato.

Qual è il processo utilizzato per calcolare l’imposta netta in busta paga?

Per il calcolo del conguaglio dell’IRPEF, il sostituto d’imposta deve considerare i seguenti fattori relativi al reddito annuale del lavoratore:

  • Redditi percepiti: comprendono i compensi per il lavoro dipendente, insieme ai redditi assimilati;
  • Attività lavorative svolte all’estero: per un periodo continuativo non inferiore a 183 giorni nel corso dell’anno;
  • Benefit ricevuti: includono sia compensi in denaro che erogazioni liberali rivolte al lavoratore;
  • Entrate varie: quali pensioni, assegni assimilati alle pensioni, interessi e rivalutazioni su crediti provenienti dal lavoro dipendente.

Questi elementi, utilizzati per determinare il reddito complessivo annuale del lavoratore, sono fondamentali per stabilire la base imponibile lorda, necessaria per calcolare l’aliquota IRPEF di riferimento.

Durante l’operazione di conguaglio IRPEF, si deve sottrarre dal reddito lordo annuale del lavoratore le detrazioni spettanti. La differenza tra l’imposta lorda annuale e l’importo delle detrazioni spettanti al lavoratore dipendente determinerà il conguaglio IRPEF da applicare al lavoratore.

Di conseguenza, si possono identificare due possibili scenari:

  1. Conguaglio a credito: durante l’anno, il lavoratore ha subito trattenute fiscali superiori l’ammontare effettivamente dovuto di IRPEF (rimborso delle somme trattenute in eccesso);
  2. Conguaglio a debito: durante l’anno, il lavoratore ha subito trattenute fiscali inferiori all’ammontare effettivamente dovuto di IRPEF (trattenuta a titolo di imposte ancora dovute).

In situazioni simili, è importante prestare attenzione nel caso in cui la retribuzione del lavoratore non sia adeguata a coprire l’importo dovuto. In tali circostanze, si presentano due possibili alternative:

  • Versamento al datore per le ritenute residue: il dipendente può pagare al datore di lavoro l’importo corrispondente alle ritenute ancora dovute. Successivamente, il datore dovrà versare queste somme all’Erario nel mese successivo a quello in cui è avvenuto il conguaglio, nel modello F24;
  • Autorizzazione al datore per il prelievo successivo: alternativamente, il dipendente può autorizzare il datore di lavoro a effettuare il prelievo delle somme necessarie dalle retribuzioni dei periodi successivi (sugli importi differiti oltre il mese di febbraio si applica un interesse mensile).

In linea generale, è essenziale sottolineare che le operazioni di conguaglio dell’IRPEF devono essere eseguite dal datore di lavoro entro e non oltre il 28 febbraio dell’anno successivo preso in considerazione.

Conclusione

In conclusione, il conguaglio IRPEF assume un ruolo cruciale nel contesto della gestione fiscale del lavoro, garantendo un’imposta equa e adattata alla situazione finanziaria di ciascun dipendente. Sebbene possa sembrare una mera attività contabile, il suo impatto diretto sulla retribuzione incide profondamente sul potere d’acquisto del lavoratore. È importante che sia i datori di lavoro che i dipendenti comprendano appieno l’importanza e il ruolo del conguaglio per assicurare una corretta gestione delle imposte.
Infine, la comprensione di questo meccanismo può sostanziare una migliore pianificazione finanziaria per i lavoratori.

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