Clausole di gradimento: violazione e conseguenze

da Pietro Acerbi | Giu 16, 2022 | Blog

Definizione e ratio delle clausole di gradimento

Le clausole di gradimento subordinano l’ingresso di un nuovo socio in società alla concessione del gradimento (o placet) da parte di un determinato soggetto; quest’ultimo, nella previsione statutaria, può essere sia un organo collegiale (organo di gestione o organo di controllo, ad esempio) che monocratico (ad esempio un singolo amministratore), oppure anche un terzo.

In sostanza, nel caso in cui sia previsto dallo statuto, qualora un socio voglia cedere la propria partecipazione ad un terzo, dovrà acquisire il placet dell’organo deputato ad esprimerlo.

Tali clausole hanno lo scopo di mantenere un controllo sull’ingresso di nuovi soci in società, favorendo tendenzialmente soggetti che siano funzionali a quest’ultima: in tal modo lo sviluppo della società può proseguire senza che subentrino soggetti che abbiano intenti ostruzionistici o che possano generare un danno alla medesima società.

Il socio che intenda cedere la propria partecipazione, in caso di previsione di clausola di gradimento, deve ovviamente informare il soggetto che deve esprimere il gradimento circa tale trasferimento, in particolare indicando di solito il prezzo di cessione, la modalità di pagamento e, ovviamente, oltre agli altri requisiti richiesti dalla clausola di gradimento statutaria, le generalità del cessionario.

 

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Categorie di clausole di gradimento

Le clausole di gradimento si distinguono in due categorie:

  1. Clausole di mero gradimento: in questo tipo di clausole l’espressione del gradimento è assolutamente discrezionale da parte del soggetto che deve manifestarla; non vi è alcun riferimento a criteri di riferimento che devono formulare la sua decisione;
  2. Clausole di gradimento non mero: in questo tipo di clausole vi deve essere una verifica, con riguardo al soggetto cessionario, sulla presenza di determinati requisiti predeterminati (es: possesso di determinate qualifiche, mancato assoggettamento a procedure concorsuali/fallimento (e quindi, in sostanza, anche specificamente determinati indicatori di solidità patrimoniale), ecc…).

In definitiva, mentre nelle clausole sub a) l’espressione del gradimento è libera e non ancorata a determinati requisiti, questi ultimi devono essere previsti nelle clausole sub b) (in cui, al contrario, la discrezionalità dell’organo che emette il placet è inevitabilmente più limitata).

Nello statuto, inoltre, contestualmente alla previsione di un gradimento, devono essere previsti dei correttivi che consentano al socio cedente che non abbia ottenuto il placet al negozio di cessione il diritto di recesso.

 

Violazione clausole di gradimento: quali conseguenze?

Qualora un trasferimento di partecipazioni sociali sia attuato in violazione della clausola di gradimento, ossia sia realizzato tra cedente e cessionario nonostante non sia stato concesso il placet a tale trasferimento, in assenza di una norma specifica, si sono diffusi vari orientamenti in materia.

Per una prima tesi la violazione in oggetto comporterebbe la nullità del trasferimento; tale teoria, tuttavia è stata soggetta a critiche, così come quella che configurerebbe l’annullabilità. La tesi al momento maggiormente seguita è quella secondo cui un trasferimento di partecipazioni sociali, effettuato in violazione della clausola statutaria di gradimento, sarebbe inefficace: ciò comporta, fra l’altro, l’impossibilità per il cessionario di esercitare i diritti connessi all’acquisto della partecipazione, quali, soprattutto, il diritto di voto ed il diritto agli utili.

Conclusioni

Alla luce di quanto sommariamente visto, le clausole di gradimento sono degli efficaci strumenti per “controllare” l’ingresso di nuovi soci, demandando l’espressione del gradimento ad un particolare organo (o soggetto facente parte) della società.

Ovviamente per valutare l’efficace inserimento di una clausola di gradimento in uno statuto – oppure per stabilire la portata della clausola in caso di imminente o futura cessione di partecipazioni sociali – è necessario operare una valutazione caso per caso per caso, rendendosi indispensabile una consulenza specialistica in merito.

 

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