Bonus utenze domestiche: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

da Francesca Cutrì | Nov 10, 2022 | Blog

Con la circolare n. 35 del 4 novembre 2022, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti utili ai datori di lavoro che intendano erogare ai propri dipendenti somme o rimborsi aventi lo scopo di contenere il costo di energia elettrica, acqua e gas ai sensi di quanto disposto dall’art. 12 del D.L. n. 115/2022 (c.d. Decreto Aiuti bis). 

 

 

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  1.  Innalzamento del limite massimo di esenzione ad Euro 600 

 

Anzitutto è bene precisare che l’art. 12 del D.L. n. 115/2022 ha innalzato fino ad Euro 600 – invece degli ordinari Euro 258,23 e limitatamente al periodo di imposta 2022 – il limite entro il quale si possono riconoscere ai lavoratori beni e servizi esenti da tassazione.  

Tra le tipologie di benefit ricomprese entro tale limite rientrano anche le somme erogate o rimborsate dai datori di lavoro ai propri dipendenti per il pagamento delle utenze domestiche. 

Sul punto l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, nel caso in cui il valore dei benefit erogati ai dipendenti nel corso dell’anno 2022 risulti essere complessivamente superiore al limite massimo di Euro 600 previsto, tali importi concorreranno a formare il reddito da lavoro dipendente per l’intero ammontare e non solo per la quota eccedente il predetto limite.  

 

  1. Utenze domestiche ricomprese nella previsione di cui all’art. 12 del D.L. n. 115/2022 e dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà 

 

Nella circolare in esame, l’Agenzia delle Entrate evidenzia inoltre come le utenze domestiche che rientrano nelle previsioni di cui all’art. 12 del D.L. n. 115/2022 siano quelle inerenti ad immobili ad uso abitativo posseduti ovvero detenuti dal dipendente oppure dal coniuge o dai suoi familiari ai sensi di quanto disposto dall’art. 12 del TUIR, purché tali soggetti siano coloro che ne sostengano effettivamente le spese di mantenimento.  

A ciò si aggiunga che, ai fini dell’applicazione dell’art. 12 del D.L. n. 115/2022, devono essere considerate utenze domestiche anche quelle: 

  • intestate al condominio che vengono ripartite fra i condomini, con riferimento alla quota a carico del singolo lavoratore/condomino; 
  • intestate al proprietario dell’immobile in caso di locazione, purché le stesse siano addebitate in forma analitica e non forfettaria a carico del lavoratore/conduttore ovvero del proprio coniuge o dei propri familiari ai sensi di quanto disposto dall’art. 12 del TUIR, sempre a condizione che tali soggetti ne sostengano effettivamente i relativi costi. 

 

Al riguardo, è bene precisare che è necessario che il datore di lavoro acquisisca: 

  • la documentazione a riprova della spesa sostenuta dal lavoratore in relazione alle bollette di luce, gas e acqua, come ad esempio le fatture pagate; 
  • in alternativa, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, nella quale il lavoratore dovrà dichiarare di essere in possesso dei documenti relativi al pagamento delle utenze domestiche, oltre ad indicare gli elementi necessari per identificare le fatture (come, ad esempio, il numero e l’intestatario della fattura, la tipologia di utenza, l’importo, la data e la modalità di pagamento). 

 

In aggiunta a quanto sopra, per evitare che il lavoratore possa fruire più volte del beneficio per le medesime spese, il datore di lavoro è tenuto ad acquisire anche una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti che il lavoratore non abbia già proceduto a richiedere il rimborso, totale o parziale, non solo presso lo stesso datore di lavoro ma anche presso altri. 

 

  1. Rapporto tra bonus utenze domestiche e bonus benzina 

 

Da ultimo, l’Agenzia delle Entrate chiarisce inoltre come il bonus utenze ed il bonus benzina rappresentino due misure del tutto autonome e separate tra di loro. 

Pertanto, ai fini dell’esenzione dall’imposizione, i beni e servizi erogati nel periodo d’imposta 2022 dal datore di lavoro a favore di ciascun lavoratore dipendente possono: 

  • raggiungere il valore di 200 euro per uno o più bonus benzina; 
  • raggiungere il valore di 600 euro per tutti gli altri beni e servizi, compresi ulteriori buoni benzina, nonché per le somme erogate o rimborsate per il pagamento delle utenze domestiche relative ad acqua, luce e gas. 

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