Incentivi alle assunzioni per under 36, l’Unione Europea dà il via libera

by Elisa Paniccia | Oct 28, 2021 | Blog

Chi può ottenere gli sgravi assunzioni 2021? Analisi e approfondimenti alla luce delle ultime novità sulle agevolazioni contributive under 36

Arriva una nuova interessante misura che riguarda il mondo del lavoro, e va a favore dell’inserimento lavorativo dei giovani, con età inferiore ai 36 anni. Si tratta dell’esonero contributivo totale per tutte quelle aziende che procedono ad assumere un giovane a tempo indeterminato, secondo precisi parametri.

 

Bonus assunzioni: di cosa si tratta

Il bonus assunzioni è un’iniziativa volta a favorire l’inserimento lavorativo dei giovani, in un periodo storico in cui la fascia giovanile della popolazione è tra quelle più colpite dalla crisi economica. Di fatto si tratta di un esonero contributivo totale a favore delle aziende, come spiega la comunicazione INPS nel Messaggio 3389 del 07/10/2021: “Per le assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato effettuate nel biennio 2021-2022, l’esonero di cui all’articolo 1, commi da 100 a 105 e 107, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (di seguito, anche legge di Bilancio 2018), è riconosciuto nella misura del 100%.”Si tratta quindi di un esonero contributivo totale, purché vengano rispettate le premesse per la misura, a favore dei giovani di età inferiore ai 36 anni. La misura è volta a favorire l’occupazione giovanile, ed è stata decisa già dalla Legge di Bilancio del 2021, e includerà le assunzioni che seguono le linee guida del bonus assunzioni sia relativamente al 2021 che al 2022.La durata massima del bonus è di 36 mesi, ad esclusione delle regioni del sud Italia, per cui viene estesa a 48 mesi: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, regioni che economicamente sono considerate più svantaggiate.

 

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Chi può richiedere il bonus assunzioni

Il bonus assunzioni viene garantito, nella forma dell’esenzione contributiva totale per il dipendente under 36, a tutti i datori di lavoro privati, anche del settore agricolo, che provvedono ad assumere un dipendente con contratto a tempo indeterminato.

Nel dettaglio si tratta di trasformazioni di contratti già in essere a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, oppure di assunzione diretta a tempo indeterminato. Sono esclusi dalla possibilità di richiedere il bonus assunzioni gli uffici di Pubblica Amministrazione e le imprese che operano nel settore finanziario. Molti si chiedono se questo particolare bonus possa essere richiesto anche per dipendenti che passano da un contratto di apprendistato, che spesso viene proposto ai giovani, ad un contratto a tempo indeterminato. Su questo punto la comunicazione ufficiale INPS è molto chiara: non si può applicare il bonus assunzioni, perché sono già previste altre forme di agevolazione. Lo stesso vale per il contratto di lavoro a chiamata o di tipo occasionale, e per le qualifiche dirigenziali nonché per il lavoro di tipo domestico. Inoltre, per poter richiedere il bonus assunzioni, le aziende devono essere in regola con gli obblighi previdenziali dovuti e non aver violato nessuna norma che tutela i lavoratori; inoltre devono aver rispettato i contratti collettivi in essere in accordo con i sindacati.

 

Come funziona il bonus assunzioni

I datori di lavoro possono chiedere l’accesso alla misura sia nel 2021 che nel 2022, e per farlo devono provvedere a compilare il flusso Uniemens, l’obbligo che ogni mese coinvolge i datori di lavoro come sostituti di imposta nei confronti dell’INPS.

In ogni caso è presente un limite all’esonero contributivo: ovvero il datore di lavoro può chiedere, per ciascun dipendente, un esonero contributivo fino a un massimo di  6.000 euro annui. Anche se si attendono indicazioni ufficiali, dalle proposte contenute nella Legge di Bilancio 2021 si può dedurre che le aziende che non rispettano i criteri di accesso al bonus assunzioni possono incorrere in diverse conseguenze: è possibile perdere del tutto la possibilità di accedere allo sgravio contributivo, e si ipotizza nel peggiore dei casi che vengano anche applicate delle sanzioni a quelle aziende che ricevono lo sgravio contributivo pur non avendone diritto di accesso.

 

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