Adeguati assetti organizzativi dell’impresa

da Martina Ferrante | Dic 1, 2022 | Blog

In materia di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili dell’impresa molto già è stato scritto, sin da quando hanno preso corpo le modifiche apportate all’art. 2086 del Codice civile, ad opera del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019).

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Ma se anche la Scuola Superiore della Magistratura, ente di formazione e aggiornamento professionale per Magistrati, lo scorso 8 novembre pubblica il Quaderno n.18 dedicato a “Gli assetti organizzativi per l’impresa”, allora vuol dire che l’attenzione sul tema non può calare!

Da ultimo Assonime, che con propria circolare n. 27 del 21 novembre scorso analizza “I doveri degli organi sociali per la prevenzione e gestione della crisi nel nuovo Codice della crisi”, ci offre lo spunto per una breve rassegna su un argomento essenziale, sebbene ancora troppo poco diffuso nella cultura d’impresa.

Adeguati assetti: uno sguardo d’insieme

L’obbligo di istituire adeguati assetti societari non costituisce una novità; già l’art. 2381 c.c., tra i doveri dell’organo amministrativo, pone la cura di un “assetto organizzativo, amministrativo e contabile…adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa”. Tale previsione, tuttavia, si è rivelata, nella maggior parte dei casi, non idonea ad intercettare tempestivamente i primi indicatori della crisi d’impresa.

Per questo l’art. 2086, nella sua attuale formulazione, prevede che l’assetto da istituire debba essere non solo adeguato alla natura ed alle dimensioni dell’impresa, come già previsto, ma anche in grado di rilevare tempestivamente i primi sintomi della crisi e della perdita di continuità aziendale.

Si tratta di un dovere di ordine generale, riguardante qualsivoglia impresa, per cui nessun imprenditore può dirsi esentato, giacché ha implicazioni dirette sulla sopravvivenza stessa dell’azienda! Il mancato allineamento, infatti, proprio per la “funzionalizzazione” degli assetti alla rilevazione tempestiva della crisi, costituisce una fattispecie di grave irregolarità nella gestione, meritevole di provvedimenti di controllo giudiziario ex art. 2409 c.c., ancor più per le imprese in situazione di equilibrio, rispetto a quelle ormai in crisi conclamata.

Adeguati assetti: dalle parole ai fatti

Venendo all’operatività, gli assetti che ciascun imprenditore dovrebbe implementare, oltre a verificarne l’adeguatezza e la capacità di intercettare i sentori della crisi d’impresa, sono di tre tipi:

  • organizzativo, che, da manuale, intende il complesso di direttive e procedure volte a garantire che il potere decisionale sia assegnato ed effettivamente esercitato a un appropriato livello di competenza e responsabilità, oltre a prevedere procedure di controllo. In estrema sintesi, potrebbe essere un buon punto di partenza dotarsi di un organigramma chiaro e aggiornato, di un mansionario che evidenzi compiti e responsabilità, e di un efficace sistema di controllo interno.
  • amministrativo, ovvero l’insieme delle procedure volte a garantire l’ordinato svolgimento delle attività aziendali e delle singole fasi nelle quali le stesse si articolano. Questo equivale ad istituire procedure codificate e condivise ai diversi livelli della realtà aziendale.
  • contabile, connesso alla puntuale rilevazione dei fatti di gestione. L’aggiornamento tempestivo dei fatti di gestione è, però, solo un punto di partenza: occorre saper interpretare i dati, metterli in relazione, analizzare gli indicatori di redditività e di liquidità, calendarizzare la periodicità delle analisi.

Da ultimo, ça va sans dire, l’assetto deve essere adeguato alle caratteristiche dell’impresa, alle sue dimensioni: non esiste una formula che vada bene per tutti!

Conclusioni

La recente pubblicazione di Assonime ci suggerisce che l’istituzione di adeguati assetti societari, in grado di intercettare la crisi d’impresa sin dai suoi primissimi segnali, stia diventando un tema centrale nella gestione delle imprese in Italia, con importanti ripercussioni sulle responsabilità degli organi amministrativi e di controllo.

Inoltre, il fermento nei Tribunali d’impresa, fino alla corposa pubblicazione che la Scuola Superiore della Magistratura dedica agli Assetti Organizzativi dell’impresa, è il segnale che, nel prossimo futuro, gli assetti societari avranno un peso considerevole nelle controversie di diritto societario e fallimentare.

E la tua azienda, si è dotata di un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile? E quali strumenti utilizza per misurarlo?

Parliamone insieme.

 

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